UOMINI
Una raffica di vento fece frusciare i fiori sui terrazzi, tintinnare le
targhe d’ottone alle porte dei negozi, vibrare i cartelli stradali. Un’altra
folata, secca e rapida, fece scampanellare i metalli dell’imponente
traliccio, poi discese e spazzò asfalto e pozzanghere portandosi insieme le
parole dell’Uomo In Alto. Ma non le disperse, piuttosto le frantumò, le
sgretolò per subito ricomporle, ............
Marco Neirotti |
KRUMOV
Mazzocchi ha annunciato che questa sarà la sua ultima corsa. E che la
vincerà. Mazzocchi, il grande Walter. Tre volte campione del mondo, quattro
giri d'Italia, due tours de France, un numero impressionante di classiche.
Perché è veloce, il maledetto. Forte a cronometro. Forte in salita. In
discesa se la cava, ma c'è di meglio. L'ultimo Walter, ha titolato
Tuttosport. Giro di Walter la Gazzetta. Originali. Anch'io ho deciso che
sarà la mia ultima corsa, ma non l'ho detto a nessuno. E poi ho deciso che
io, l'eterno secondo, batterò il grande Walter. Anche questo non l'ho detto
a nessuno. ............
Gianni Mura |
EL PEMPLO
Non si era mai visto a Cadeguèras che il toreador, senza essere ferito,
abbandonasse l’arena con il toro ancora vivo. Tuttavia, raccontano i vecchi,
anche questa ci è toccato vedere. Manuel Carre y Sobreza era giovane, ma
aveva occhio, polso e temperamento. Sarebbe diventato un grande torero,
capacissimo di arrivare a la feria di Madrid, se non avesse incontrato El
Miura Pemplo, un toro di terza scelta, di quelli che trottano per il loro
quarto d’ora e bravi bravi si fanno ammazzare alla prima stoccata. ............
Marco Vacchetti |
LA FOTOGRAFIA
A un certo punto venne fuori la fotografia. Come, non lo ricordo con
precisione. Era già qualche ora che stavamo a Tor de' Cenci, girando tra le
roulottes fatiscenti, i sentieri fangosi, le latrine allagate, in quel
"campo di sosta" messo su in fretta e furia dal comune di Roma all'inizio
degli anni novanta per sistemarci i profughi bosniaci. Lì erano stati
"stoccati" quasi duecento Rom, fuggiti dalla guerra nel tempo in cui la
Bosnia era il luogo geometrico dei nostri buoni sentimenti. E lì erano stati
dimenticati, mentre l'ex Jugoslavia abbandonava silenziosamente i nostri
telegiornali. ............
Marco Revelli |
LA SERA
La sera, dopo aver cenato e seguito le notizie del telegiornale, mi chiudo
nel mio studio. Intorno ho tanti volumi ben ordinati sugli scaffali di una
libreria che copre tutte e quattro le pareti. Sulla scrivania di noce che fu
di mio padre scende dalla lampada un cono di luce bianca. Io mi ritraggo lì
dentro, leggo, ripasso le lezioni che dovrò tenere i giorni seguenti,
correggo le tesine degli sudenti, e mi sembra che la concentrazione mentale
mi renda fisicamente più piccolo. ............
Marco Lodoli |
ANGELI
Non lo sopportavo più. Ogni volta che lo guardavo mi chiedevo cosa avessi
fatto di male per capitare con un tipo simile. Era talmente esuberante e
vitale, talmente incosciente, e sfortunato, anche. Stargli vicino era un
rischio e un carico impossibile per il mio sistema nervoso. Ma non potevo
lasciarlo. Tecnicamente non avrei neanche potuto odiarlo.
Perché io ero un Angelo.
E un Angelo Custode, per giunta. ............
Carlo Lucarelli |
DIECI-DUE-NOVE-SEI
Il dieci-due-nove-sei parte alle 6,45 del mattino e si riempie in fretta.
Studenti, operai, qualche impiegato; quasi tutti arrivano nei 3/4 minuti che
precedono il fischio del capotreno. Più o meno sono sempre le stesse facce,
magari portate da gente diversa, ma sempre le stesse facce. Mi ci metto
anch’io. Sarà che è presto, oppure l’idea di andare al lavoro, o forse è
l’abitudine; ma c’è in tutti come una specie di volontaria apatia, un
rifiuto calcolato di ogni novità ............
Gianmaria Testa
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